Nell'ultimo post mi è uscito un programmatori professionisti:  cosa volevo dire?

Capita purtroppo spesso di trovare individui e aziende che usano la scusa dell’open source per proporsi come senior (o señor?) di tantissime tecnologie "in voga" perché hanno magari acquistato un libro o perché sanno che troveranno documentazione online. Sono così portati a programmare per coincidenze senza avere il controllo reale di cosa stanno facendo.

È questo il miglior modo di rovinare il mercato e la credibilità della categoria, vendendo prodotti qualitativamente scadenti che mostreranno presto, se non subito, i loro problemi: bug numerosi e ricorrenti, limiti di performance e di espandibilità. È un approccio che ha evidentemente poco da spartire con il termine "professionista".

Lo sfortunato cliente, che magari era stato inizialmente attirato dal prezzo concorrenziale o dalle frasi fatte del commerciale di turno, si trova così a sostenere spese non previste perché il software necessita di assistenza continua per mettere le pezze ai problemi del software e limitare (spesso solo in parte) i danni a livello di immagine, produttività e introiti.

Quindi che siate una web agency o un cliente finale occhio a chi vi affidate! Skill or die.